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Tra i principali doveri dei genitori vi è quello di provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale alle rispettive sostanze e capacità economiche.
Tale dovere trova origine dal fatto stesso della procreazione e non si esaurisce necessariamente con il raggiungimento della maggiore età, essendo i genitori obbligati a mantenere i figli:
L’obbligo di provvedere al sostentamento della prole sussiste anche in caso di scioglimento della comunione materiale e spirituale tra i coniugi.
L’assegno di mantenimento è lo strumento con cui i coniugi (in caso di separazione consensuale), o il Giudice (in caso di separazione giudiziale) assicurano il mantenimento della prole.
Salva l’ipotesi in cui vi sia accordo delle parti per quanto concerne l’importo da corrispondere al genitore collocatario o convivente a titolo di mantenimento del figlio, sarà onere del giudice quantificare l’ammontare di tale assegno tenendo conto dei seguenti criteri:
Né il codice civile né la legge divorzile specificano quali spese rientrano all’interno dell’assegno di mantenimento. Pertanto, la prassi e la giurisprudenza hanno da tempo formulato una distinzione pratica tra spese ordinarie, sempre ricomprese nell’assegno di mantenimento, e spese straordinarie da considerarsi al di fuori.
Le spese ordinarie ricomprendono tutte le erogazioni destinate a soddisfare i bisogni e le esigenze quotidiane del figlio.
L’assenza di una disciplina ad hoc sul punto ha determinato il proliferare di Protocolli d’intesa redatti tra tribunali civili ed i fori degli avvocati territorialmente presenti (in allegato il Protocollo-intesa-Tribunale-Roma-spese-straord-figli), sulla base dei quali i coniugi sono invitati a formulare le richieste di mantenimento.
Salvo le specificità di ogni singolo Protocollo d’intesa, generalmente rientrano in tale categoria:
Tali spese sono interamente ricomprese nella somma che il genitore obbligato paga con l’assegno di mantenimento e non sono soggette a rimborso.
Le spese straordinarie consistono in quelle spese imprevedibili e rilevanti, che esulano dalle abituali spese destinate al quotidiano.
All’interno di tale categoria, è possibile distinguere le spese straordinarie che devono essere previamente concordate tra le parti e quelle che non devono essere oggetto di accordo.
Tra queste ultime vi sono:
Le spese straordinarie che devono essere oggetto di accordo tra le parti derivano dai bisogni del figlio connessi alla sua crescita, all’educazione e alla salute.
L’accordo impone al genitore che abbia affrontato singolarmente la spesa straordinaria di documentare tale spesa al fine di chiederne il rimborso all’ex coniuge; in mancanza il rimborso è escluso.
Nell’ambito delle spese straordinarie da concordare, da attribuire a ciascun genitore nella misura del 50%, vi sono:
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Studio Legale Salata
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